Da quasi quarant’anni, viviamo ogni giorno la plastica rigenerata.
Non uno slogan ma un lavoro quotidiano fatto di scarti da capire, materiali da addomesticare, impianti da spingere al massimo e clienti da accompagnare nelle loro scelte produttive.
Conosciamo la materia da dentro, la produciamo, la mettiamo ogni giorno in relazione con le esigenze reali di chi progetta, stampa, estrude.
Da azienda di famiglia nata nella rigenerazione di materie plastiche, Polycar oggi è molto di più: il ponte tra chi produce scarti e chi li trasforma in nuovi prodotti.
In un mercato frammentato leggiamo la filiera, valorizziamo gli scarti, troviamo materia prima affidabile e supportiamo le scelte tecniche.
Ci presentiamo come un hub che mette ordine tra fornitori, trasformatori e logistica con un obiettivo chiaro: far circolare meglio la plastica rigenerata.
Prima di essere un marchio Polycar è una storia di persone. La famiglia De Matteis entra nel mondo delle materie plastiche negli anni in cui il settore esplode.
Per un lungo periodo lavora nel commercio tradizionale dei polimeri, costruendo relazioni e imparando a riconoscere le plastiche “a occhio”, prima ancora che al microscopio.
Alla fine degli anni Settanta arriva la scelta coraggiosa: non limitarsi più a rivendere materiale vergine ma valorizzare gli scarti, trasformandoli in nuova materia prima.
Da qui il passaggio:
È un cambio di paradigma che segna ancora oggi il nostro modo di lavorare.
In balle, bobine o macinati. Arrivano da settori come automotive, edilizia, packaging, casalinghi. Selezioniamo soprattutto polipropilene e polistirene, le plastiche con cui abbiamo costruito la nostra esperienza.
parla il linguaggio dei laboratori e quello dei responsabili di produzione;
sa collegare una proprietà richiesta (rigidità, elasticità, resistenza all’urto) alle scelte su polimero, cariche, additivi;
Perfezionato processi di densificazione, lavaggio, filtrazione e rigranulazione.